Inventai una storia che restasse in margine alla guerra partigiana, ai suoi eroismi e sa- crifici, ma nello stesso tempo ne rendesse il colore, l’aspro sapore, il ritmo...’
Questo romanzo è il primo che ho scritto. Come posso definirlo, ora, a riesaminarlo tanti anni dopo? (Devo ricominciare da capo. M’ero cacciato in una direzione sbagliata: finivo per dimostrare che questo libro era nato da un’astuzia per sfuggire all’impegno; mentre invece, al contrario...) Posso definirlo un esempio di ? letteratura impegnata ?. nel senso più ricco e pieno della parola. Oggi, in genere, quando si parla di ? letteratura impegnata ? ci se ne fa un’idea sbagliata, come d’una letteratura che serve da illustrazione a una tesi già definita a priori, indipendentemente dall’espressione poetica. Invece, quello che si chiamava l’? engagement ?, l’impegno, può saltar fuori a tutti i livelli; qui vuole innanzitutto essere immagini e parola, scatto, piglio, stile, sprezzatura, sfida.
