assolutamente cosa fare.
Ha preso a seguire il beudo: nel buio a camminare per il beudo è facile
perdere l’equilibrio e mettere un piede a bagno nella cunetta o cascare nella
fascia di sotto. Pin concentra ogni suo pensiero nello sforzo di stare in
equilibrio: cosi crede di tenere indietro le lacrime che già gli pesano nella
voluta delle orbite. Ma il pianto già lo raggiunge, e annuvola le pupille e
inzuppa le vele delle palpebre; prima pioviggina silenzioso, poi scroscia
dirotto con un martellare di singhiozzi su per la gola. Mentre il ragazzo
cammina cosi piangendo, una grande ombra d’uomo sorge incontro a lui
nel beudo. Pin si ferma; e si ferma anche l’uomo.
